Viaggio nella storia dei giochi da tavolo

A qualcuno piacciono di più, ad altri di meno, ma di certo tutti hanno giocato almeno qualche volta a dei giochi da tavolo. Oggi ne esistono un’infinità, per tutte le età e tutti i gusti. Ma, attenzione, non si tratta di un’invenzione moderna, anzi!

Il primo gioco da tavolo documentato sono i dadi. In Turchia sono state trovate delle piccole pietre dipinte risalenti – udite, udite – a 5000 anni fa! Oggetti simili sono stati rinvenuti anche in Siria, Iraq ed Egitto: tutti dadi molto rudimentali, semplici cubi di vari materiali con dei pallini dipinti. Nell’Impero romano, invece, si realizzavano già dadi più elaborati, alcuni molto simili a quelli dei moderni giorni di ruolo, tipo Dungeons & Dragons.

Nell’antichità, comunque, i giochi da tavolo non erano diffusi come oggi, ma ci giocavano per lo più ricchi e aristocratici. Il passatempo preferito degli antichi faraoni, per esempio, era un gioco chiamato Senet, vagamente simile al Backgammon. E pensate che sul tetto di un tempio egizio sono stati trovati incisi proprio dei giochi da tavolo!
L’antenato più diretto del moderno Backgammon è, però, un gioco degli antichi romani, il Ludus duodecim scriptorum, di cui parla perfino il poeta latino Ovidio nella sua Ars amatoria.

Molto antichi sono anche gli scacchi, che secondo alcuni hanno visto la luce in India, mentre secondo altri in Cina, sempre comunque intorno al VI secolo d.C. Gli scacchi sono poi diventati famosi presso i Persiani, per giungere successivamente agli Arabi e infine nell’Europa medievale, dove italiani e spagnoli, nel XV secolo, hanno fissato le regole che utilizziamo ancora noi oggi.

Nel secolo seguente, il XVI, Francesco de’ Medici nel Granducato di Toscana inventò il gioco dell’oca, che poi regalò al re di Spagna. Il gioco si diffuse rapidamente anche nelle altre corti europee.

Più recenti sono, invece, altri due giochi estremamente popolari: Monopoli e Cluedo. Il primo fu inventato nell’Ottocento dall’imprenditrice statunitense Elizabeth Magie, che – pensate – non voleva lanciare una nuova moda, bensì fare propaganda a favore di un movimento politico, il Single tax movement, che chiedeva di sostiuire tutte le tasse con una sola imposta basata sulla proprietà. Il secondo, invece, fu inventato in Gran Bretagna da una coppia di sposi, Anthony ed Elva Pratt, sull’onda del grande successo che allora avevano i gialli e le storie di crimini efferati.